giardinaggio mentale

Giardinaggio nella mente

Cosa c’entra il giardinaggio con la mente? Ah sì direte voi… il giardinaggio rilassa e fa star bene.

Vero, ma non è in questo senso che intendo il giardinaggio mentale e ora provo a spiegarvelo.

Guerrilla Gardening

Una sera di fine estate ero in macchina e stavo ascoltando un programma alla radio dove si parlava di questo tema e ho cominciato a riflettere sulle suggestioni che mi arrivavano.

Ma innanzitutto, cos’è Guerrilla gardening?

Guerrilla Gardening si oppone attivamente al degrado urbano agendo contro l’incuria delle aree verdi. L’attività principale del gruppo è quella di rimodellare ed abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città.

TRASFORMIAMO IL CEMENTO IN FIORI

L’intento è quindi di trasformare un terreno inaridito o reso arido dal materiale usato, per renderlo pronto ad accogliere non solo la bellezza e i colori, ma qualcosa di vivo.

Cosa c’entra con la psicoterapia?

«L’anima, come il giardino, va fatta, va coltivata. Richiede attenzione. Richiede bellezza. Richiede apprendimento » Socrate

Le suggestioni che hanno attraversato la mia mente sono state molteplici.

Ma il concetto principale era quello per cui l’intento di una terapia psicologica è quella di rendere più vitali i processi mentali ed emotivi di chi si affida a noi.

Depressioni, ansie, blocchi evolutivi sono tutte colate di cemento che bloccano la nostra espressione personale, le nostre potenzialità e i nostri aspetti vitali.

Spesso ci abbandoniamo ad uno stato mentale di degrado sotto l’asfaltatura della routine, dei malesseri di cui pensiamo di non poterci liberare, di tutte le costruzioni mentali e sociali che durante la nostra crescita abbiamo assimilato.

E ci ritroviamo grigi come il cemento, con qualche filo d’erba sporadico che spunta per inerzia della natura ma che non riesce a portare una sufficiente spinta energetica.

Qual è la differenza?

La guerrilla gardening è un’azione unidirezionale su un terreno che non collabora con l’azione.

In psicoterapia invece vi è una collaborazione biunivoca. Lo psicoterapeuta mette a disposizioni gli attrezzi per il giardinaggio mentale e le conoscenze per una buona botanica mentale. La persona che si avvicina ad una psicoterapia è consapevole che il suo terreno mentale per qualche motivo si è inaridito ma non trova in sé gli strumenti per renderlo fertile.

In questa azione congiunta l’obiettivo è quello di liberare il terreno mentale dai blocchi cementiferi accumulati e renderlo di nuovo fertile per far sì che ciò che spontaneamente la persona ha in sé possa rinascere.

Lo psicoterapeuta non “pianta” nulla di estraneo, favorisce solo il processo di rinascita. Questo non solo perché sarebbe deontologicamente scorretto “innestare” germogli estranei alla persona ma anche perché è inefficace. Le risorse vitali, i germogli e i semi da incentivare sono quelli che ognuno di noi possiede in sé per la propria storia e personalità.

 

Foto di @favolazione da Instagram

Foto di @favolazione da Instagram

 

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Sonia Bertinat

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Da anni mi occupo di dipendenze da sostanza e comportamentali. In parallelo mi occupo di tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita intrapsichica e relazionale delle persone.

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