pregiudizi

Istinti vestiti: pregiudizi e ineluttabilità

Una città in cui la diversità diventa un valore aggiunto e non un motivo per scatenare pregiudizi o discriminazioni.

Mia cara, ci saremo pure evoluti, ma in fondo restiamo sempre animali. (Mr. Big)

Zootropolis è una città ideale in cui gli animali hanno superato i loro istinti per vivere in una apparente pacifica coabitazione. Una città in cui i sogni, per quanto assurdi agli occhi degli altri, possono avverarsi. Come Judy Hopps, una leprotta che vuole fare la poliziotta e che crede che ognuno possa realizzare ciò che è e i propri desideri se solo lo desidera.  E che a Zootropolis avrà la possibilità di farlo.

[Alert spoiler]

All’ottimismo sfrenato di Judy si contrappone però il pessimismo di Nick Wild, una volpe che mostra un profondo scetticismo nei confronti della città ideale sostenendo che in realtà, sotto sotto, i pregiudizi permangono e che sia sempre la natura istintuale dei cittadini ad essere giudicata e a far sì che possano o non possano fare ciò che desiderano. Lui infatti, fedele allo stereotipo delle volpi, fa il truffatore furbo.

Nick: Quel giorno imparai due cose. Uno, non avrei mostrato mai più a nessuno le mie fragilità.
Judy: E due?
Nick: Se per il mondo la volpe non è altro che una creatura disonesta e inaffidabile non ha senso cercare di essere qualcun altro.

Lo svolgersi della trama sembra dare ragione a Nick.

Non solo lo stesso capo della polizia non sembra nutrire molta fiducia in Judy, affidandole la gestione del traffico come compito e non le ambite indagini che lei si aspettava di affrontare.

Judy però insiste nel seguire un caso di scomparsa di una lontra dopo le insistenze della moglie di questo.

L’indagine, appoggiata dalla segretaria del sindaco, una efficiente e innocua pecora, Dawn, però porterà ad uno sviluppo inaspettato.

Dawn infatti si scopre essere a capo di una congiura che mirava a dimostrare che le prede non possono vivere civilmente con gli altri animali perché è la loro natura a far sì che prima o poi diventino un pericolo per gli altri cittadini. Forte del fatto che le prede siano solo il 10% della popolazione, Dawn e i suoi congiurati mira a estrometterle da Zootropolis. Per dimostrare la tesi della loro pericolosità Dawn non esita a drogare i predatori affinché si “svestano” dei loro abiti civili per mostrare a tutti come in realtà sia per loro impossibile cancellare la loro parte istintuale e pericolosa.

Gazelle, la star della città, ammonisce i suoi concittadini contro il pericolo incombente

Zootropolis è una città unica è folle, bellissima e diversa proprio grazie alle nostre diversità. Questa non è la Zootropolis che conosco, la Zootropolis che conosco è migliore di questa. Noi non puntiamo il dito contro nessuno, non sappiamo il perché di questi attacchi, ma è sbagliato marchiare tutti i predatori come selvaggi. Non possiamo lasciare che la paura ci divida… Per favore ridatemi la Zootropolis che amo.

Il pericolo rende tutti immediatamente timorosi nei confronti dei concittadini predatori che per quanto conosciuti e amati vengono a questo punto temuti e scansati. Lo stesso sindaco, un leone, viene arrestato. Il pregiudizio non era stato cancellato dall’esperienza, ma emergeva dalle parti più arcaiche del cervello immutato. E la paura non era solo rivolta a chi mostrava il ritorno di una aggressività incontrollata a causa dell’agente infettante, ma verso chiunque appartenesse alla categoria dei predatori, anche se apparentemente innocuo.

Judy però continua ad essere ottimista. Anche se il pregiudizio trova spazio anche in lei, bullizzata da bambina da una volpe. Comincia infatti a temere l’amico Nick che sconsolato le fa notare come in realtà lui avesse sempre avuto ragione. Fortunatamente la scoperta della congiura e della cura per i predatori riporta Zootropolis alla normalità e Judy può riappacificarsi con Nick.

Questo film mostra in pieno la forza negativa del pregiudizio: se oscuriamo la ragione, questo ha il sopravvento e i nostri istinti di sopravvivenza, che abbiamo ben vestito nella civiltà, si denudano in tutta la loro negatività.

Perché la ragione, la consapevolezza non li cancella. Abitano in noi sotto il controllo delle funzioni superiori del cervello. Ma la paura, usata come arma da chi vuole ottenere i suoi fini, li fa emergere con tutta la loro potenza. Ed è così che il diverso, anche se fino a ieri era un vicino amato, diventa pericoloso perché appartenente alla razza che ci dicono sia pericolosa in modo genetico.

L’atteggiamento di Judy è ingenuo perché ignorare di nutrire dei pregiudizi fa sì che questi emergano in modo inaspettato e incontrollabile, come quando cerca di afferrare lo spray anti volpe di fronte a Nick.

Solo accettando che i pregiudizi albergano in noi possiamo assumerne il controllo. Il controllo che ci permette di mettere uno spazio di pensiero tra l’istinto, la generalizzazione facile e un buon discriminare.

Rinunciare a questo faticoso processo è un po’ accettare il monito del papà di Judy che elogia l’immobilità, il rifiuto del cambiamento.

Vedi, adattarsi ha i suoi vantaggi, Jody! E se non provi niente di nuovo non puoi fallire! (Stu Hopps)

La pecora, stereotipicamente animale pacifico, in realtà, infatti, si dimostra ben più meschina e pericolosa di molti predatori di Zootropolis.

Sta a noi decidere se, pur consapevoli delle nostre parti istintuali, vogliamo portarle in giro per il mondo vestite o meno. Consapevoli che il nostro rapporto con gli altri ne risentirà in meglio o in peggio.

Vi lascio quindi con le parole di Judy, un tesoro che dovremmo far nostro quando sentiamo la propaganda della paura che va a sollecitare i nostri pregiudizi.

Quando ero piccola, pensavo che Zootropolis fosse un posto perfetto, dove tutti vanno d’accordo e ognuno può essere ciò che vuole. Poi ho scoperto che la vita reale è un po’ più complessa di una frase ad effetto. La vita reale è complicata. Tutti abbiamo dei limiti, e tutti commettiamo errori: il che significa – ehi, il bicchiere è mezzo pieno! – tutti abbiamo qualcosa in comune e più cerchiamo di capirci l’un l’altro, più speciale sarà ognuno di noi. Ma dobbiamo tentare. Perciò non importa a quale specie apparteniate, dal più grande degli elefanti, alla prima delle nostre volpi. Io vi prego: provate. Provate a rendere il mondo un posto migliore. Guardatevi dentro per capire che il cambiamento parte da voi. Parte da me. Parte da tutti noi. (Judy)

 

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Sonia Bertinat

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Da anni mi occupo di dipendenze da sostanza e comportamentali. In parallelo mi occupo di tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita intrapsichica e relazionale delle persone.

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