lato oscuro

Il lato oscuro dell’intolleranza

La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza. Ah… Io sento in te molta paura.

Adoro Star Wars in quanto è una saga che fornisce molti spunti di riflessione sull-a natura dell’uomo.

Non amo il termine tolleranza, per niente. Le persone non vanno tollerate come se fosse una concessione rispetto ad una loro mancanza, per un atto di magnanimità dall’alto. L’intolleranza può avere anche un lato di forza quando ci ribelliamo a situazioni giuste ad esempio.

Ma ancor meno apprezzo l’intolleranza. L’intolleranza per chi è diverso da noi, pur questo non costituendo un pericolo per noi, appartiene al lato oscuro della forza.

Il vigore di un Jedi scaturisce dalla Forza, ma attento al Lato Oscuro! Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro! Veloci ti raggiungono quando combatti! Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino!

Rabbia, paura, violenza. Questo è il clima che si respira. Le persone sono arrabbiate, desiderose di un nemico da abbattere per sentirsi più sicure.

Un nemico che a volte magari nemmeno esiste nella sua pericolosità, un nemico che viene indicato a forza da chi vuole usarlo per usare la rabbia altrui per avere il controllo.

La rabbia, la paura, sono emozioni e in quanto tali bypassano la nostra razionalità lasciandoci come animali con la schiuma alla bocca. Ci rendono ciechi, incapaci di leggere la realtà dei fatti. A volte ne abbiamo proprio bisogno di un nemico contro cui schiumare per non vedere le mancanze dentro di noi. Per non ammettere le nostre responsabilità e i nostri errori.

La soluzione per chi cavalca la rabbia è semplice: annullare le sfumature, le diversità, creare un terreno sicuro che chiamano di volta in volta valori, tradizioni, cultura, territorialità.

Ma questo è un terreno asfittico che senza il confronto con l’Altro non può sopravvivere a lungo. La rabbia, la paura, il lato oscuro, sono come la maschera di Darth Vader che, da essere una protezione, diventa una prigione che consuma ogni briciola di umanità.

Molti dicono “Eh ma se vuoi le differenze allora devi ascoltare anche chi la pensa in modo diverso da te”. Sono pienamente d’accordo. Ma un pensiero è legittimo in quanto tale, tutti noi siamo liberi di avere il nostro pensiero, la nostra visione delle cose e vivere la nostra vita in modo coerente con questo. Ma no, non sono d’accordo se quel pensiero diventa un’arma che per esistere abbatte chi la pensa diversamente, che per legittimare deve zittire non solo le voci ma l’esistenza di chi quelle voci porta.

I diritti umani e civili sono la base per una società civile. I diritti civili non sono mai un danno per qualcun altro. Aggiungono, non tolgono. Annullare diritti conquistati con tanta fatica non è rispettare il pensiero altrui, è mettersi in trincea con in mano le armi della rabbia e della paura. Paura del cambiamento, paura del pensiero diverso, del vivere in modo diverso.

Mala tempora currunt sed peiora parantur” è un motto che sento molto vivo in questo periodo.

In questo week end a Verona c’è il Congresso Mondiale delle Famiglie. Famiglie al plurale ma con una accezione singolare. Il pensiero lo rispetto. Se uno pensa che solo un tipo di famiglia sia quella valida e lo esplica nella sua vita chi può dirgli nulla. Ma quando l’esistenza di quella idea di famiglia per sopravvivere deve annientare le altre non posso accettarlo.

Non posso come persona che da sempre difende i diritti e non posso come professionista.

Il nostro codice deontologico all’articolo 4 cita

lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori;

Accogliere l’altro senza giudizio è una missione terapeutica. Ma a livello sociale abbiamo delle responsabilità chiare e precise  che mirano alla tutela e al benessere anche delle minoranze. L’articolo infatti continua così

non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità.Lo psicologo utilizza metodi e tecniche salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi.

A livello internazionale si trova la medesima posizione

“Gli psicologi sono incoraggiati a considerare l’impegno con il più ampio contesto socio politico riguardo le minoranze sessuali e di genere con lo scopo di ridurre la stigmatizzazione sociale”. (Report of the task force on appropriate therapeutic responses to sexual orientation, APA 2009).

Una persona non può vivere sacrificando la vita altrui, imponendole il proprio stile di vita o destinarla all’oblio sociale.

Il lato oscuro è presente in tutti noi, di questo dobbiamo essere consapevoli, ma è nel suo confronto con la luce che possiamo mantenere un equilibrio. Non dobbiamo né possiamo eliminarlo ma controllarlo per darci forza. Altrimenti ci annulla.

Quando pensiamo al nemico che hanno confezionato per noi, respiriamo a lungo per depotenziare il lato oscuro e chiediamoci in cosa realmente ci danneggia, in cosa limita la nostra vita. Il più delle volte non troveremo una risposta.

 

Non cediamo al lato oscuro!

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Sonia Bertinat

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Da anni mi occupo di dipendenze da sostanza e comportamentali. In parallelo mi occupo di tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita intrapsichica e relazionale delle persone.

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