giorno dei morti

Giorno dei morti: l’importanza del ricordo

“Ripensa a me, non dimentircarlo mai, ricordami dovunque tu sarai.”

Il film Coco è uno dei film di animazione più belli che io abbia visto.

La cosa che mi ha colpito di più è l’aspetto legato al ricordare per non far svanire la persona che non c’è più. Se non la si omaggia, non la si va ad incontrare nel Dias de los muertos, il ricordo di questa persona svanirà e sarà come se non fosse mai esistita.

Mi piace l’idea che si faccia una festa per ravvivare il legame con chi non c’è più. Perché quel legame deve rimanere gioioso per ciò che ci ha dato e non essere solo ammantato dalla tristezza della perdita.

Cosa ne è delle nostre parti passate se le lasciamo svanire, se ne perdiamo il ricordo?

Il ricordo è l’elemento più importante della giornata odierna a parer mio quindi. Il ricordo che lega la narrazione della nostra storia, che lega chi ci ha preceduto a noi ed entra a far parte di noi.Tenere vivo il ricordo, vuol dire tenere viva quella parte di noi che è legata a chi non c’è più. Quella parte che fa di noi ciò che siamo e ciò che saremo.

La nostra storia, la nostra individualità è composta da tante parti e molte di queste parti sono eredità passate che ci ha tramandato chi ha fatto un pezzo di strada sulla terra con noi.

Queste eredità non sono solo famigliari ma anche sociali, culturali, storiche nel senso più allargato del termine in quanto esseri umani abitanti il pianeta terra.

Mi affascina molto pensare (così ci dicono gli evoluzionisti e genetisti) che nel nostro DNA ci siano dei geni neandhertaliani. Siamo frutto di commistioni, amalgame ed è questa la nostra ricchezza e va ricordata.

Ho trovato questa etimologia per il termine “defunto”: defunctus (vitā) “che ha esaurito il tempo della vita”. Ma non siamo atomi isolati ma facciamo parte di molecole sociali che si influenzano a vicenda.

Manteniamo la memoria, individuale, di gruppo, storica perché noi siamo quella memoria e lasciarla andare può creare gravi fratture e farci scordare chi siamo.

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Sonia Bertinat

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Da anni mi occupo di dipendenze da sostanza e comportamentali. In parallelo mi occupo di tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita intrapsichica e relazionale delle persone.

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