Educare alla diversità a scuola: un progetto a rischio?

Tre strumenti per insegnanti della scuola primaria, delle medie e delle superiori per educare alla diversità, per creare climi che siano inclusivi e linguaggi non discriminanti nell’approccio alle classi.

Un progetto dell’UNAR-Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali che ha autorizzato l’Istituto Beck a diffonderlo sul suo sito, per poi procedere ad altre autorizzazioni alla diffusioni.
E’ notizia di oggi che il Viceministro Guerra prende le distanze dall’operato dell’UNAR (operato che ha anche dato il via levata di scudi da parte di associazioni contrarie di cui Marco Gabrielli che ha caricato sul suo sito il materiale qui postato). L’UNAR, che fa parte del Dipartimento per le Pari Opportunità, ha stilato un protocollo di contrasto all’omofobia.
Evidentemente educare alla inclusività non è un tema gradito.

“Sono convinta – conclude Guerra – che l’educazione alle diversita’ sia cruciale nel percorso educativo dei nostri ragazzi. La finalita’ non deve mai essere quella di imporre un punto di vista o una visione unilaterale del mondo, quanto piuttosto sollecitare nei giovani, attraverso i loro educatori, senso critico, consapevolezza,fratellanza, rispetto di ogni specificita’ e identita’ a partire da quelle che coinvolgono l’ambito affettivo e valoriale”

Questo il commento del viceministro, dove il punto cruciale è quello che viene definito “punto di vista e visione unilaterale del mondo”.
E’ interessante come questo sia il modo di fare di una società eteronormata, occidentale, cattolica, che continua a considerare eccezioni se non deviazioni dalla norma, tutto ciò che si discosta dalla “tradizione” di cui si rende baluardo.

Lascio qui il materiale per la primaria e per le medie, sperando che possano continuare ad essere diffusi. Questi i materiali trovati sul web, ma è ovviamente presente anche un progetto per le superiori.

Essere inclusivi vuol dire far conoscere tutte le possibili realtà esistenti, poi ognuno sceglierà con che lente guardare il mondo.
Se la lente rimane solo una, tutto ciò che non è consono con la sua gradazione, rimarrà sfocato.

AGGIORNAMENTO DEL 26 febbraio 2014
Dopo le critiche espresse dal nuovo sottosegretario al Ministero per l’Educazione Toccafondi e del Cardinal Bagnasco, la stampa dei libretti (indirizzati agli insegnanti per progetti di educazione alla diversità, ricordiamo) è stata rimandata a data da destinarsi.

AGGIORNAMENTO DEL 18 giugno 2015
Un altro progetto scolastico sulle differenze e stereotipi di genere “Il gioco del rispetto” è da qualche tempo stato fatto oggetto di critiche e campagne diffamatorie. L’accusa? Voler annullare le differenze di genere inducendo nei bambini confusioni e traumi con fantomatiche letture del progetto (induzione alla sessualità precoce, azzeramento delle differenze di genere e obbligo di  fluidità di genere) che non hanno alcun fondamento.

Stessa sorte ha avuto l’iniziativa di introdurre nelle scuole di libri che trattino di inclusività come le diverse forme di famiglia ad esempio (vedasi la Casa Editrice “Lo Stampatello“)

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Sonia Bertinat

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Da anni mi occupo di dipendenze da sostanza e comportamentali. In parallelo mi occupo di tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita intrapsichica e relazionale delle persone.