I demoni dell’anima

Quando si parla di demoni si pensa subito all’inferno, o all’esorcismo.
Si pensa soprattutto a qualcosa di esterno a noi che di noi si impossessa o che ci intimorisce.
Nell’antichità le personificazioni dei demoni facevano riferimento a stati d’animo dell’uomo.
Stati d’animo spiacevoli, ripudiati, biasimati e per questo proiettati all’esterno.
Ecco la differenza. Proiettati all’esterno. Moti della nostra anima espulsi e non enti che si impossessano
della nostra anima.
Questi demoni hanno dei nomi: Ira, Rabbia, Gelosia, Invidia, Ansia…
E se ne possono aggiungere altri ovviamente.
E ovviamente ricordano i sette vizi capitali… vizi che, contrapposti alle virtù, in un’ottica cattolica vanno controllati ed espulsi per purificare l’anima.
Ma se li espelliamo, questi agiranno in modo autonomo ed al posto nostro. Facendo danni.
Ricordo l’ultimo film Hulk che ho visto anni fa. E’ molto chiaro il passaggio che porta dal mancato controllo della rabbia al mostro. Una vera e propria disumanizzazione
che porta al mostro ingigantito. Ma il passaggio a mostro, per quanto distruttivo, è liberatorio. Perchè l’allentamento delle costrizioni
è liberatorio.
I demoni che sono nostri, non vanno controllati, non vanno arginati dietro porte blindate.
Vanno capiti. Vanno accettati.
Gli si deve poter parlare, capire le loro esigenze, ed il loro scopo nella nostra vita.
Perchè liberarci di loro implica separarci da una parte di noi.
Accettarli e dar loro un senso permette di acquietarli e soddisfarli.
E diventare persone più complete, equilibrate e consapevoli.
Estrometterli fa di noi persone monche con meno se non nulla capacità di immedesimarci e capire gli altri.

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Sonia Bertinat

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Da anni mi occupo di dipendenze da sostanza e comportamentali. In parallelo mi occupo di tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita intrapsichica e relazionale delle persone.

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